Fondazione della Casa di CREMONA: 125 anni 1893 - 2018

Pensare alla vita con “gratitudine”, dilata il cuore e lo rende capace di riconoscere le meraviglie che Dio opera nella vita di ogni uomo, di ogni istituzione e
nell'umanità stessa. 
Non è utopia confermare come un autore ignoto disse: “La Gratitudine è la Memoria del Cuore”. 
Memoria passata, presente e futura. 

La nostra casa di Cremona, quest’anno celebra il 125° anno dalla sua Fondazione (1893-2018), e noi tutte Figlie di San Camillo e in particolare della comunità di Cremona, fiere ed entusiaste di appartenere a questa meravigliosa Congregazione, desideriamo rendervi partecipi della nostra gioia comunitaria pubblicando un articolo apparso nel giornale la Provincia il 21 settembre 1901 che ben descrive come l’opera delle Figlie di San Camillo nella città di Cremona rispondeva alle finalità proprie dell’Istituto trasmessaci dai nostri Beati Fondatori Padre Luigi Tezza e Giuseppina Vannini e ai desideri della cittadinanza stessa. Il nostro cuore è grato a tutte le sorelle che son passate in questa casa, per le Superiore che hanno contribuito all'espansione e crescita dell’opera, per le Rev.me Madri Generali che si sono prodigate e ancora guardano la casa di Cremona sempre come la primogenita dell’Istituto. Grazie di cuore a tutti i benefattori che ci hanno aiutato con sostegno materiale e spirituale La storia non può e non deve dimenticare ma rivivere nella continuità del presente. Conceda il Signore a quanti hanno beneficato questa casa le più elette Benedizioni e a noi l’incommensurabile grazia, di essere come le prime Figlie di S. Camillo testimoni della gioia del Vangelo della Misericordia. 



LA PROVINCIA 
21 settembre 1901 
TITOLO “Le Figlie di San Camillo”
TESTO: 
“Cremona, ricca di pie istituzioni quanto, e forse più di ogni altre a città d’Italia, da qualche anno ha la fortuna di ospitare questi angeli di carità e di abnegazione che sono le Figlie di San Camillo, dedicate totalmente al santo scopo dell’assistenza degl’infermi, sia negli ospedali che a domicilio. A Cremona se ne sentiva il bisogno e la loro venuta fu accolta con generale soddisfazione. Tutto il giorno, a breve intervallo, risuona la squilla del convento: si chiede l’assistenza delle suore, si supplica, si scongiura perché le care inferme abbiano vicino uno di quei miracoli di pazienza e di bontà; e le suore, anche stanche dalle veglie,anche sfinite da una lunga cura, si sacrificano e vanno al letto dell’ammalato, portando ad essi il vantaggio di una assistenza intelligente, attiva e amorosa, il conforto di una compagnia serena, piacevole, calma. Chi ha avuto la fortuna di esperimentare l’opera delle Figlie di San Camillo non le dimentica mai più, perché è sicuro di non trovare mai infermiere sì perfette, come le modeste e benefiche suore della croce rossa che hanno fatto sacrificio della vita per un santo scopo. Esse non sono spinte né da interesse, né da ambizione, ma hanno lasciata la famiglia per sollevare i fratelli che soffrono, hanno abbandonata la patria per spargersi nel mondo, pellegrine d’amore”.

Quanto è bella davanti al Signore la carità che soffre e s’immola”, ci ha trasmesso il nostro amato Padre Tezza. E’ commovente sentire parlare delle nostre prime consorelle in modo così lodevole, spontaneo e sincero. 
Grazie Gesù per il dono prezioso della Fondazione della Casa di Cremona, per il bene elargito lungo questi 125 anni e per quello che continuerai a fare attraverso di essa. 
La nostra Beata Madre Giuseppina Vannini, protettrice della casa, ci guardi dal cielo e ci aiuti ad essere come lei ci voleva: “Il vostro solo nome racchiude ciò che dovete essere e farà davanti a Dio e davanti agli uomini”. 


TI LODIAMO E TI BENEDICIAMO SANTISSIMA TRINITÀ 
CON MARIA AMEN ALLELUIA


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