26 anni fa la Madre diventava Venerabile

Decreto di Venerabilità della Madre Giuseppina Vannini
Fondatrice della Congregazione
delle Figlie di San Camillo


“Il Buon Samaritano della parabola di Cristo non si ferma alla sola commozione e compassione. Queste diventano per lui stimolo alle azioni che mirano a portare aiuto all’uomo ferito. Buon Samaritano è, dunque, in definitiva colui che porta aiuto nella sofferenza, di qualunque natura essa sia. Aiuto, in quanto è possibile, efficace. In esso egli mette il suo cuore, ma non risparmia neanche i mezzi materiali” (Giovanni Paolo II, Lettera Apostolica Salvici Doloris, 28: AAS LXXVI/1984, p. 213).

Il Signore Gesù, che comandò l’amore al prossimo, insegnò anche a credere che le opere di carità, compiute per i poveri, i sofferenti e gli ammalati, erano fatte a lui: “Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me “ (Mt 25,40).

Ammaestrata da questa dottrina evangelica e spinta dall’amore per Cristo e gli ammalati, la Serva di Dio Giuseppina Vannini fondò la Congregazione delle Figlie di San Camillo, e con cura materna e con soprannaturale sapienza la guidò perché fosse di gloria a Dio e di servizio agli ammalati, seguendo in ciò l’esempio di san Camillo, maestro e modello di amorevole e misericordiosa dedizione ai sofferenti.

[...] Il 2 febbraio 1892, con due compagne, (la Vannini) ricevete lo scapolare delle Terziarie Camilliane, e il 19 marzo dell’anno seguente indossò l’abito religioso (proprio), prese il nome di Suor Maria Giuseppina e fu nominata Superiora. Così ebbe inizio la Congregazione delle Figlie di San Camillo, della quale la stessa Serva di Dio è considerata Cofondatrice. Il giorno 8 dicembre 1895 emise la professione perpetua e fu creata Superiora Generale. Superate non poche difficoltà, nel 1909, l’Istituto – che nel frattempo si era diffuso in Italia, in Francis, in Belgio e in Argentina – dal Card. Pietro Respighi, Vicario Generale di Roma, fu elevato a Congregazione di diritto diocesano, e infine sarà approvato dalla Santa Sede nel 1931.

La Serva di Dio attese al suo ufficio di Superiora Generale fino alla morte, reggendo l’Istituto con prudenza, lavorando con amabilità e vigore alla formazione spirituale delle Sorelle, che voleva fedeli nella loro consacrazione, pronte nell’eseguire i propri doveri verso Dio e il prossimo, e osservatissime delle grandi e piccole norma della regola cui si erano votate. Parimenti curò la formazione professionale delle Suore perché fossero provette serve dei malati, tali cioè da venir loro incontro e assisterli nel modo migliore possibile.

Mentre con infaticabile ardore e spirito di sacrificio era a servizio del suo Istituto, progrediva incessantemente nell’imitazione del Maestro divino e nell’esercizio delle cristiane virtù, offrendo a tutti una splendida testimonianza di fede e di ardente carità, Infatti credete ciecamente in Dio, nella sua parola e nel suo amore. Fu sempre pronta a fare la volontà di Dio e a lavorare per la dilatazione del Regno di Dio e per il bene delle anime, mossa com’era dallo spirito di umiltà, di sacrificio, di sincera comunione con la Chiesa e di obbedienza al Romano Pontefice, ai Vescovi e ai sacerdoti. [...]

[...] La fama di santità, che si era procurata da viva, dopo la morta si consolidò: per cui il Vicario Generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma, diede inizio alla causa di canonizzazione e istituì il processo ordinario informativo (anni 1955-1956), cui si aggiunsero il processo di Buenos Aires e quello di Cambrai. Il 22 marzo 1961 fu promulgato il decreto di ricognizione degli scritti della Serva di Dio; il 15 dicembre 1977 fu promulgato il decreto sull’introduzione della Causa, e il 5 luglio 1985 il decreto sull’autorevolezza di questi processi. Quindi, furono esaminate le virtù. 
Il 25 ottobre 1991 si concluse, con secondo esito, il Congresso particolare dei Consultori teologi, sotto la presidenza del Promotore della fede Rev.mo Antonio Petti. Infine, i Padri Cardinali e i Vescovi, nella Congregazione ordinaria del 7 Gennaio 1992 – Ponente la Causa l’Ecc.mo Angelo Palmas, Arcivescovo titolare di Vibiana – riconobbero che la Serva di Dio Giuseppina Vannini esercitò le virtù Teologali, Cardinali e ad essere connesse in modo eroico.

Città del Vaticano, 07 marzo 1992
Traduzione italiana del M. Rev.do Mons. Gaetano Meaolo

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