14 gennaio 2017

Epifiania 2017. Voti Perpetui di Sr. Zeeb

È sempre una gioia essere testimone della donazione totale di una vita al Signore. è sempre una grazia vivere la consacrazione perpetua religiosa di una sorella di un fratello. È sempre una grande emozione essere partecipi di una cerimonia di professione solenne. Oggi siamo nella gioia per e con la nostra carissima suor Maria Zeeb che in questa festa della manifestazione del Signore, in questa Liturgia ricca di segni e di messaggi, fa dono di se Stessa al Dio vivente.
Sorelle carissime, mi rivolgo alla nostra carissima sr Zeeb e tramite lei, parlerò a voi!  Sr Maria Zeeb, cosa dirti in questa festa dell'epifania? tante cose ci sarebbero... ma vorrei solo darti 2 verbi in questo giorno memorabile per te: CAMMINARE e ADORARE.
Epifania: festa dell'apparizione, festa della comparsa del divino. 
Festa della luce, festa dei segni, festa del cammino, festa dell'offerta, festa dell'adorazione!  La Chiesa ci invita oggi a meditare e a pregare. Contemplare e imitare i tre magi.  

CAMMINARE
Essi erano probabilmente dei sapienti che scrutavano il cielo, ma non per cercare di “leggere” negli astri il futuro, eventualmente per ricavarne un guadagno; erano piuttosto uomini “in ricerca” di qualcosa di più, in ricerca della vera luce, che sia in grado di indicare la strada da percorrere nella vita. Erano persone certe che nella creazione esiste quella che potremmo definire la “firma” di Dio, una firma che l’uomo può e deve tentare di scoprire e decifrare.
Sono individui capaci di movimento! hanno captato un segnale e si sono messi per strada! "Captato"! Vorrei dire un segno quasi impercettibile, discreto, che pero ha trovato una risonanza, una specie di "complicità" interiore. Questo segno si è inserito in una nostalgia, in un desiderio, in una ricerca. Ed è cominciata l'avventura! Una avventura che li fa abbandonare le sicurezze abituali, affrontare il ridicolo, buttarsi nei rischi di un viaggio senza destinazione precisa... Quegli uomini che allora partirono verso l’ignoto erano, in ogni caso, uomini dal cuore inquieto. Uomini spinti dalla ricerca inquieta di Dio e della salvezza del mondo.
Erano forse uomini dotti che avevano una grande conoscenza degli astri e probabilmente disponevano anche di una formazione filosofica. Ma non volevano soltanto sapere tante cose. Volevano sapere soprattutto la cosa essenziale.  «Dov'è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo». I magi cercano! e cercando, si rivelano gente aperta, attenti ai segni di Dio. si rivelano gente libera da ogni arroganza. Infatti, chi è arrogante, non si mette a cercare! I magi si sono messi in cammino! Mettersi in cammino! è bene ricordare che una religione dove non si cammina, non viene da Dio e non conduce a Dio. Mettersi in cammino vuole dire essere tanto umili da riconoscere la propria povertà. "L'umiltà è l'ornamento di tutte le virtù, mentre l'orgoglio le guasta tutte". (C. de Foucauld)
Il Bambino si fa trovare solo dagli insoddisfatti, dai cercatori, dai Magi venuti da lontano, non dagli intellettuali e esperti di Erode, da coloro che sanno tutto ma poi non si muovono dai loro libri. Molti, religiosamente, si sentono arrivati, non hanno più nulla da imparare e da cercare.: è l'atteggiamento più pericoloso e arrogante che si possa pensare. Credere non è sedersi sul trono della sufficienza, ma camminare sempre nell'umile ricerca di un bene più grande. Essere credenti vuole dire essere instancabili cercatori di Dio, non possessori di Dio. Dio per il credente non è una cosa tascabile, ma una persona che non è mai trovata una volta per sempre, una persone di cui si ha sete sempre! 
"Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima".La gioia della scoperta, dell'incontro colma il cuore che cerca. Quando c'è la bontà nel cuore e c'è l'apertura all'altro scatta quasi istintivamente il donare qualcosa di se stesso a chi si ha di fronte. Si può donare senza amare, ma non si può amare senza donare! Offrire anche noi al Signore l’oro della nostra esistenza, ossia la libertà di seguirlo e di servirlo sempre e per amore; Vogliamo fare salire verso di Lui l’incenso della nostra preghiera ardente, a lode della sua gloria; Infine vogliamo offrirgli come mirra, il nostro affetto pieno di gratitudine per Lui, vero Uomo, che ci ha amato fino a morire come un malfattore sul Golgota.
ADORARE
Per noi i magi sono coloro ce portano i doni. Ma loro hanno precisato lo scopo essenziale della loro visita al Bambino: "Siamo venuti per adorarlo". Adorazione: riconoscimento della grandezza di Dio e della piccolezza della creatura. Senso della trascendenza divina e della precarietà dell'uomo. scoperta della gloria del Signore e del proprio niente. Nell'adorazione l'uomo, creatura debole, limitata, sfiora il mistero di Dio. Il nulla entra in contatto col Tutto. L'adorazione proclama silenziosamente l'Assoluto di Dio. Attraverso l'adorazione, collochiamo sulla nostra bilancia l'unica realtà che ha peso, vale, conta e dura. e respingiamo ciò che è leggero, inconsistente, vuoto, evanescente. L'adorazione libera la creatura da tutte le schiavitù, la immunizza contro gli idoli del mondo (potere, successo, denaro, piacere), purifica il cuore dagli occupanti abusivi, rendendola disponibile per l'Unico Signore. Il Cuore dell'uomo è stato consacrato per una solo devozione (D. Bonhoeffer). La pienezza esclude sia il vuoto come l'ingombro.
Questa festa della luce ci ammonisce che bisogna come i Magi, fare molta strada, lasciare alle spalle parecchie luci ingannevoli, prima di pervenire a quella chiarezza che permette di piegare le ginocchio davanti all'Unico Signore.
Omelia Padre Modesto camilliano.

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