27 dicembre 2016

Attendere e desiderare. Meditazione sul Natale

Aspettiamo sempre e ovunque. Alcuni studi sostengono che in una vita media di 70 anni, si passano 3 anni in attesa!
Attendiamo dal dottore, in fila al supermercato per pagare, al ristorante per essere serviti; aspettiamo 9 mesi perchè nasca un bambino, che un amica ci richiami o un amico risponda al nostro messaggio; deve passare del tempo affinché una ferita guarisca e si rimargini, affinché l'innamoramento iniziale diventi profondo e solido amore...
Eppure la festa che tanti attendono, finisce per essere un vortice di frenesia: regali belli, costosi ma non troppo (o meglio, dipende se li fai per obbligo o per amore), inviti, feste, cene e cenoni - con preparativi annessi e connessi.

Ci dimentichiamo troppo facilmente che connaturale all'attesa c'è lo scandire del tempo. Quando aspetti non puoi fare niente, non puoi accelerare la lancetta dell'orologio; puoi forse distrarti, quello sì, e allora il momento dell'incontro desiderato sembra arrivare prima arriva... Ma se poi non sei pronto? 
Allora forse l'attesa più che diventare un silenzioso stare con le mani in mano (ma chi ce l'ha questo lusso?), non propriamente a mio agio perché raramente rallento e rifletto sulla mia vita, su ciò che faccio e dove questo mi porti - e se poi con un po' di illuminata introspezione trovo in me qualcosa che non mi piace e che pretende un cambiamento e una vita migliore e più piena - beh, invece di tutto questo, l'attesa può diventare un'attiva ricettività. Può espandere il mio cuore e aumentare il mio desiderio. 

Ma c'è più qualcuno che ha coraggio di desiderare?

Desiderio. De sideribus. Che parla delle stelle. Che ti fa alzare lo sguardo e ti fa sentire così piccolo davanti all'immensità del mondo e dell'universo e ti fa chiedere: ma io perché sono qui? Perché mi alzo ogni mattina? Perché tutto questo potere sul mondo dato in mano all'uomo? 
Ma quando il tuo orizzonte si espande e la tua prospettiva si allarga, la tua vita inizia ad avere un altro respiro. Le tue fatiche quotidiane, un altro peso. E le cose che cerchi per riempire la tua giornata, un significato minimo.
"Cercate le cose di lassù" scrive San Paolo ai Colossesi, "rivolgete il pensiero alle cose di lassù" (Col 3,1-2).

Sognatori, innamorati, giovani, uomini e donne che osano sperare e desiderare: questi cambiano la storia. Il loro nome è scritto nei cieli. Questi si aprono all'infinito. Questi possono ancora meravigliarsi e credere che da lassù, per amore, Qualcuno possa anche arrivare quaggiù - "Se tu squarciassi i cieli e scendessi!", pregava il profeta Isaia (Is 63,19) qualche secolo prima che Cristo diventasse uomo. Questi credono che Dio può farsi uno di noi, perché vuole non solo capire dal di dentro la nostra vita e i suoi sentieri, ma vuole anche farla nuova, redimerla, cambiarla, rinnovarla... oggi, domani e sempre!
Gesù è il Dio vicino, il Dio con noi. Io mi fido. Io ci ho scommesso la vita. Tutta, senza trattenere niente - almeno ci provo, e ogni tanto, se posso essere sincero, fallisco. Ma preferisco una vita giocata fino in fondo, investita, con qualche ferita e caduta, che la vita perfetta da vetrina, da mettere in mostra sotto una preziosa teca di cristallo ma che nessuno osa toccare (e meno male, perché si accorgerebbero che in realtà è un'imitazione di plastica Made in China).
Questo è, per me, vivere il Natale. Ogni giorno. E Domani? Ricomincio. Ma porta con me i desideri e le attese di oggi: quelli compiuti, in gratitudine; quelli ancora da realizzare, con speranza.
Sei ancora in tempo. Apriti a un'attesa ricettiva. Desidera di vero cuore. Alza lo sguardo. E lascia fare a Chi ne sa molto meglio di te... In fondo ti ha creato Lui a Sua immagine e somiglianza.
Buona Attesa! Buon Natale!
Padre Alessandro Borraccia
Apostles of the Interior Life

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