18 dicembre 2016

50° di Sacerdozio Padre Albino Scalfino

Un giorno speciale, con eventi speciali, per persone speciali. 
17 Dicembre ci ricorda il primo incontro tra Padre Tezza e la giovane Giuditta Vannini. 
Senza saperlo, ho proposto a Padre Scalfino di celebrare il suo 50° di sacerdozio là dove, quotidianamente svolge il suo ministero in quanto cappellano e dove ha predicato tante volte. Provvidenzialmente viviamo allora anche oggi in questa gioiosa ricorrenza, la bellezza di un incontro tra un figlio di San Camillo nonché devotissimo di Padre Tezza con le Figlie di San Camillo. Incontro di ringraziamento per il dono della vocazione. 

Giorno speciale con eventi speciale e per persone speciale: oggi è il compleanno di Papa Francesco e la Chiesa universale ringrazia il Signore per il dono della vita a Papa Francesco e prega per lui. Con questi due eventi, si aggiunge il motivo del nostro Giubilo oggi: 50 anni di vita Sacerdotale. 

Con un po' di paura vorrei dire due parole in questo giorno speciale! paura perché la modestia, la discrezione e il silenzio del Beato festeggiato mi intimidiscono. Per non togliere niente alla sobrietà di questa celebrazione come desiderato, cercherò anch'io di parlare semplicemente e poco!
Tra i concelebranti presenti, sono la persona la meno indicata per predicare oggi in questo 50°. Perché parlo? Non parlo neanche perché superiore di comunità! non parlo per dovere! ho voluto parlare per affetto fraterno, per riconoscenza figliale ma soprattutto parlo perché anch'io faccio parte dei frutti di questi 50 anni! Ho il merito di avere avuto da lui i permessi in quanto superiore Provinciale, per rinnovazione dei voti, fare la professione perpetua, e ricevere l'ordinazione al sacerdozio.

Guardando alla liturgia odierna,  diciamo che è iniziato il conto alla rovescia per giungere al Natale. Pochi giorni ci separano dalla celebrazione del mistero di un Dio che si rende presente,  accessibile, che viene in mezzo a noi. E, in questo ultimo tratto di strada, la liturgia ci invita a fare memoria, ad andare indietro, nel passato, a individuare le tracce del progetto che Dio ha sull'umanità. La genealogia che san Matteo ci riporta, più teologica che storica, ha un solo obiettivo: fare memoria della fedeltà di Dio per il suo popolo. Dal primo cercatore di Dio, Abramo, fino a Gesù, Dio desidera intrecciare un rapporto con l'umanità. E quell'elenco ci apre allo stupore: nomi noti di fianco a perfetti sconosciuti, giudei con stranieri, uomini con donne, santi con peccatori:  la storia della salvezza si realizza in mezzo ai grandi eroi ma anche fra le persone umili sconosciute. Dio non fa preferenze, si allea con le persone concrete, si rende presente nelle loro storie più o meno edificanti... Dio non disdegna farsi uomo, non ha paura di innestarsi in una storia fatta più di ombre che di luci. Ecco una liturgia che ci rimanda alla storia della salvezza senz'altro, ma anche alla nostra propria e piccola storia per fare memoria!
In questo lancio verso Natale, stamattina abbiamo la gioia di fare memoria della fedeltà di Dio nella vita del nostro reverendo e carissimo Padre Scalfino. In questa liturgia vogliamo rendere grazie per 50 anni di vita sacerdotale segnata dalla presenza indefettibile di Dio. 50 anni di amore, di servizio e di fedeltà. 50 anni di vita sacerdotale, di cammino, d'esperienza dell'amore di Dio, di lavoro, di gioia e di sofferenza... 50 anni di misericordia. 50 anni in cui la sua vita donata con semplicità e perseveranza. 50 anni passando per Loreto, Roma, Bucchianico, Grottaferrata. 50 anni di servizio alla Provincia romana, della Provincia del Burkina e dell'Ordine. 50 anni vissuti nella formazione dei giovani al sacerdozio, nell'amministrazione, nell'economato provinciale e generale, 50 anni semplicemente nella testimonianza della misericordia di Dio sulle Orme di san Camillo. 50 anni di predica, di accompagnamento di servizio fatto con un cuore umile, molto sensibile ad ogni sofferenza. 

La parole semplice, unica e profonda che vogliamo dire oggi per lui e con lui è GRAZIE! Grazie anzitutto al Signore per il dono inestimabile della vocazione e del ministero. "Tutto è grazia". Niente è dovuto. Nulla è meritato. E se tutto è grazia, tutto deve essere rendimento di grazie. "La vera grazia produce la gratitudine. la vera grazia ci mette, non soltanto in stato di grazia, ma in azione di grazia" (L. Evely). Il Cristiano di conseguenza non è colui che chiede delle grazie, o riceve delle grazie. è colui che rende grazie! Ringraziamo il Signore per la sua fedeltà operosa nella sua vita. Ringraziamo il Signore per la sua testimonianza di Vita che colpisce e interpella tanto. Ringraziamo il Signore per il Bene che gli ha concesso di fare. Ringraziamo lei per il SI di ogni giorno vissuto sia nella gioia che nella sofferenza ma sempre mantenuto, rinnovato, offerto con fede e perseveranza.  Grazie per la sua fede, la sua semplicità. Un sentito augurio perché il Signore la benedica sempre. Che possa continuare ad vivere con gioia quello che sempre promesso e vissuto: servire, servire gli ammalati anche con rischio della vita. Cosi sia.

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