17 dicembre 1891. Incontro del Padre Tezza con Giuditta Vannini

Il 17 dicembre, avvicinandosi il termine degli esercizi, la Vannini si presentò al confessionale del predicatore, gli parlò della sua vocazione alla vita religiosa e delle numerose difficoltà che aveva incontrato presso le Figlie della Carità. Ella era decisa a consacrarsi a Dio ma non sapeva come realizzare tale vocazione. Il Tezza le propose alcuni Istituti, offrendosi anche di agevolargliene l’ammissione; ma per ognuno trovava difficoltà. Allora il Tezza le disse: “Avresti dunque, figlia mia, l’intenzione di fondarne una a vostro gusto? Avete per caso la vocazione a farvi fondatrice?”. Essa rispose con un sorriso negativo. Il Tezza credette in quel momento avere un lume dall'alto, e una voce interna sembrava dirgli: “Non sarebbe questa giovane, l’anima scelta da Dio per dar principio all'opera ch'egli ti ha affidato?” Dopo un istante di riflessione, prendendo sul serio quel che aveva detto quasi per celia, manifestò alla giovane le sue intenzioni e lo scopo dell’opera che voleva realizzare, domandandole se essa non si sentisse per caso disposta a lavorarvi con lui. La Vannini ascoltò attentamente, senza nulla obbiettare e con calma, quasi freddamente si contentò di rispondere: “Padre mio, lasciatemi riflettere; di qui a qualche giorno vi darò una risposta definitiva” . 
Al termine degli esercizi la Vannini tornò dal Tezza: da quel momento si metteva interamente a sua disposizione per il progetto di cui aveva parlato. 
In questo modo si da inizio alla fondazione della Congregazione delle Figlie di San Camillo. 

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