3 agosto 2016

Le radici della nostra vita*

Quante volte osserviamo gli alberi, contempliamo i fiori i frutti, le foglie, la loro bellezza; approfittiamo della loro ombra ma non pensiamo che tutto questo si deve alle radici, che profondano nella terra e vanno in cerca di alimento, di acqua perche l’albero possa vivere.
Questa immagine ci porta a riflettere sul mistero della nostra vita spirituale e carismatica della nostra vocazione. 

Ciascuno di noi, come ci insegna Gesù nella parabola della vite, (cf.Gv 15) siamo tralci innestati nella vera vite che è Cristo che affonda le sue radice nel mistero trinitario e ci trasmette la forza del Padre e dello Spirito Santo.

Nella chiesa di Dio ce un grande giardino, ciascuna congregazione è un albero destinato a produrre suoi frutti secondo la sua capacità d'identità, di carisma e di vita; ma ciascuno di noi deve affondare le sue radici nel carisma fondazionale. 
Noi non possediamo il carisma, perché è un dono che il Signore ha fatto hai fondatori ma partecipiamo continuamente e con dinamismo nuovo al carisma. 
Questo dono di Dio non è per essere guardato dentro di una cassa forte di una maniera estatica ma dobbiamo esplicitarlo aumentarlo e fare che produca i suoi frutti nell'ambiente dove noi siamo chiamati a vivere; questo è solo possibile se le nostre radice cercano costantemente l’acqua viva che è Cristo, un’acqua che non sta nella superficie ma in profondità.
Se le nostre radici non cercano questa acqua viva, l’albero –ch'è l’istituto – non potrà mai dare frutti e frutti abbondanti. La nostra vita interiore, fatta di preghiera di servizio di missione incontra la sua validità solo nella misura che vive di Cristo Gesù.
Possiamo porci una domanda dove vanno le mie radice? 
Dove cercano l’acqua e l’alimento necessario per essere alberi buoni nella chiesa e nel mondo? 
Nella parabola del buon seminatore quando Gesù parla del seme caduto nel terreno sassoso dice “Quello che è stato seminato nel terreno sassoso è l'uomo che ascolta la parola e subito l'accoglie con gioia, ma non ha radice in sé ed è incostante, sicché appena giunge una tribolazione o persecuzione a causa della parola, egli ne resta scandalizzato" Cf. Mt13, 1-23
La parola oggi tanto usata nel linguaggio della vita religiosa “essere radicali o radicalità” significa avere radice profonde nell'albero della Vita che producano il frutto della povertà dell’amore, della disponibilità e della missione, tutti i fondatori furono persone che avevano radice profonde nella parola di Dio, nell'amore alla chiesa e nel caso delle Figlie di San Camillo un amore agli ammalati. 
Ammalati ha moltissime espressioni: tutti coloro che non sono pienamente felice in Cristo sono ammalati e devono essere amati e curati.
*Fra Patricio

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