16 aprile 2016

Nessuno le strapperà dalla mia mano. Commento al Vangelo del 17 aprile 2016, quarta domenica di Pasqua

Che bello! Gesù ci conosce uno per uno, ci guida, ci dona la felicità eterna, ci dona la sua vita, desidera che noi stiamo sempre con lui. È amore grande, immenso!
Con la liturgia della IV domenica di Pasqua celebriamo la dichiarazione d'amore di Gesù per le sue pecorelle, per ciascuno di noi. Un brano evangelico molto ristretto quello di questa domenica, ma abbastanza denso di contenuti. Si tratta del contenuto ricolmo d'amore. Ce lo ricorda anche il Salmista che “il suo amore è per sempre”, è eterno, è forte, è vero. Come rispondiamo a questa dichiarazione d’amore eterna? Gesù dice: “Le mie pecore ascoltano la mia voce”. La nostra adesione all’amore nel Signore Risorto consiste nell'ascolto della sua parola. Ascoltare è il primo atto d'amore di un innamorato. Chi è pazzamente innamorato di qualcuno “pende dalle sue labbra”. Chi vive la stagione dell’amore, non può fare a meno di ascoltare la voce dell’amato.
Risuona l’eco delle parole del Cantico dei Cantici: “Una voce! Il mio diletto!”. È il canto della sposa che udita la voce soave del suo amato, gli corre incontro. Quella voce diventa un’indicazione che orienta i suoi passi tra i pascoli della vita.
E, ancora, la sposa esclama: “Ora parla il mio diletto e mi dice”. La voce e le parole dell’amato sono fremiti di gioia, sussurri di amore, echi di tenerezza per cui bisogna necessariamente prestare ascolto. L’ascolto della parola del Signore orienta i nostri passi sui suoi per seguirlo, come l’ascolto della parola da parte dell’amante congiunge i passi su quelli dell’amato. “L’amore è la misura della fede”, ricorda Papa Francesco. Quella fede che si manifesta concretamente nell’ascolto della parola del Signore. Ma è anche la fede del Signore per noi, una fede fondata sull’amore vero ed eterno.
In questa domenica la Chiesa prega in modo particolare per le vocazioni alla vita sacerdotale. Preghiamo insieme per i sacerdoti, giovani e meno giovani, e per quelli che si preparano a ricevere l’Ordine sacro perché siano uomini capaci di amore vero, siano il volto dell’amore del Signore, manifestino concretamente l’amore per Dio e per il prossimo nell’ascolto e di Dio e del prossimo. Preghiamo in modo particolare per quei sacerdoti che vivono momenti di difficoltà perché prendano coscienza della loro altissima vocazione all’amore mettendosi in ascolto della parola del Signore che li orienta e li guida e li fa sentire amati di un amore vero, di un amore che non li delude. 
Onofrio Antonio Farinola
sacerdote cappuccino 

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