13 febbraio 2016

Lettera ad una consorella figlia di San Camillo (6 e ultima lettera) Vangelo del giorno

Nella sua Misericordia...Per la Misericordia!

Sesta lettera del giorno 13/02/2016  
"Vide... : Seguimi!"
Sorella carissima
Come ti scrivevo ieri, eccoci all'ultima lettera. Spero di non averti annoiato più di tanto. Comunque con la Parola di Dio, non si ci annoia! Ho cercato di condividere modestamente con te qualche piccola meditazione del Vangelo. Un modo per dirti che siamo fratelli e sorelle chiamati alla stessa missione di Misericordia; non solo ma anche per dire che questa nostra comunione fraterna nasce da Dio e reggerà solo in Dio. La sua Parola ci basta, ci illumina e ci guida.
Sono ancora più contento che proprio oggi, prima di salutarci, il Vangelo ci parla di vocazione e di misericordia. Bastano uno Sguardo e una Parola per convertire il pubblicano Matteo. Uno sguardo d'amore che elegge, una parola d'amore che perdona e ridà una speranza. Sorella, nella tua vita o nella mia, continuamente il Signore passa, ci vede e ci chiama a far festa con Lui. Ci chiama per nome, e ci chiede di seguirlo. Non importa il tuo passato, non importa la tua povertà. Lui passa e ti chiama a far festa con Lui. Ti dice, mi dice :"Seguimi" ossia, attaccati a me, entra in una relazione personale con me, abbandona quelle realtà del passato. Seguiamolo sorella, dovunque vada, con le nostre virtù, ma anche con i nostri peccati. 

Cristo chiama chi riconosce il suo peccato e invita a abbandonarlo. Più che una meditazione sulla chiamata, questo passo evangelico proposto all'inizio della quaresima ci invita a riconoscerci peccatori e quindi malati. Fra tutte le debolezze, la più grave è l'eccessiva paura di apparire deboli! Non avere mai paura di quello che sei affinché la grazie di Dio ti salvi. Come scrive la Madre Vannini: "Gettiamoci sane e ammalate nel cuore Santissimo di Gesù": Il Cuore di Gesù "meglio di noi sa quel che ci conviene"(Lett. 107). 
Con fede, non smettiamo mai di credere nella Misericordia infinita di Dio. Come ben sai, il più grande peccato - diceva don Primo Mazzolari- è di credere che ci sia un peccato più grande della misericordia di Dio. Ti sembrerà strano, ma ti auguro con tutto il cuore di rimanere peccatrice! Si, chiedo al Signore di avere una sorella peccatrice e non una sorella giusta. Non ti sto augurando di vivere di peccato in peccato, uno più grave dell'altro ma che tu possa sentirti sempre peccatrice, sempre in cammino, bisognosa di salvezza e di misericordia. Sentirci giusti ci illude, ci toglie ogni misericordia e compassione; diventiamo orgogliosi, superbi e insopportabili per la sorella, il fratello. 
Sentirci peccatori ci aiuta a capire gli errori degli altri. Il bene è in tutti! manca solo il coraggio di usarlo. Con pazienza e misericordia, si può aiutare a renderlo realtà. Il Signore ci conceda la grazia di un cuore umile e compassionevole per avere sempre il suo sguardo misericordioso.
Sorella carissima, sto per concludere questa ultima lettera. Ti ringrazio perché ci sei, ti ringrazio per le tue preghiere, ti ringrazio di avermi letto. Ringrazio con te il Signore per questa settimana che ci ha dato di vivere. Avrei un ultimo auguro di cuore da farti. Nella vita, si può camminare, si può correre e si può volare anche. Nella vita sempre, c'è chi è virtuoso, c'è chi è sapiente, e c'è chi è innamorato. Io ti auguro allora si essere sempre innamorata di Cristo tuo sposo fedele e unico. Nessun avvenimento e nessuna persona te lo tolga mai dal cuore. Innamorata devi essere e rimanere perché  i virtuosi camminano, i sapienti corrono, solo gli innamorati volano. (Ermes M. RONCHI)


Buon cammino nella sua Misericordia e per la Misericordia
Un confratello figlio di San Camillo.
       Padre Modeste                     

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