28 settembre 2015

L’eredità del Beato Luigi Tezza

Tratto da “L’AMORE NON CONOSCE CONFINI. BEATO LUIGI TEZZA” di p. Angelo Brusco

Dopo la morte, di una persona rimane solo ciò che nella sua esistenza è stato veramente fecondo. Silenzio e oblio cancellano tutto il resto.

Per questo, l’eredità lasciata da padre Tezza va cercata in quegli aspetti del suo itinerario esistenziale che hanno contribuito a creare vita, aperto nuove strade, promossi o confermati valori autentici, facendo prevalere l’essere sull’avere. Tali aspetti non mancano e sono identificabili sullo sfondo di un’esistenza che se, dal punto di vista umano, non ha avuto molto di straordinario, è stata però lo spazio dove, a poco a poco, è maturato un modello di creatura nuova, centrata nella sequela di Cristo misericordioso, fatta a misura del Vangelo, arsa dal desiderio di comunicare agli uomini l’amore redentivo del Signore.
L’eredità del Tezza è, in primo luogo, identificabile in iniziative che hanno resistito al tempo.

Nell’ambito dell’Ordine camilliano egli ha lascito una traccia importante, affermando, con la parola e con l’esempio, che la vita religiosa ha un senso solo se vissuta sulla sica autentica segnata dal Fondatore.
La sua azione di riformatore, educato alla scuola di grandi maestri, si è mostrata efficace non solo nella sua missione a Lima, bensì nel corso di tutta la vita in una incessante difesa e promozione dei capisaldi della consacrazione al Signore nello spirito camilliano: la perfetta vita fraterna in comune e l’assistenza dei malati.

Per il Tezza, la fedeltà al carisma si armonizzava bene con la creatività nell’esercizio del medesimo. In Francia si è mostrato innovativo, iniziando una forma di assistenza ai malati, attraverso istituzioni proprie, che non era mai stata sperimentata prima dell’Ordine. Ugualmente, a Lima ha dato l’avvio a modalità di ministero negli ospedali, da tempo trascurate, dimostrando che la buona organizzazione dell’azione pastorale è garanzia di efficacia.
Nel suo passaggio in Francia e in Perù egli ha seminato e piantato, lasciando che gli altri raccogliessero i frutti. Tali frutti ancora continuano…
Concilio provinciale del Perù (1909), 
dove il Beato Tezza (prima fila, quarto a destra) 
partecipò come consultore teologo
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