12 gennaio 2015

Dare una risposta: Gli ultimi accadimenti che hanno coinvolto la Chiesa di “S. Maria Maddalena in Campo Marzio”, casa dove ha vissuto e morto San Camillo.


MADD. 2
Particolare della Chiesa di Santa Maria Maddalena
La chiesa della Maddalena rappresenta per il nostro Ordine (Camilliani) un sicuro punto di riferimento spirituale dal momento che da secoli custodisce la memoria viva del nostro Fondatore, san Camillo de Lellis e le tracce più evidenti delle diverse fasi storiche vissute dall'Istituto. Anche a livello artistico, gli esperti e gli intenditori la classificano come uno splendido – quasi unico! – esempio del barrocchetto romano.
Come è stato ampiamente riportato dalla stampa ed anche da alcuni notiziari, nella sera di sabato 20 dicembre u.s., alle ore 22.09, uno dei tre grandiocchialoni ellittici della cupola è stato fatto oggetto di un atto vandalico, con lo sfondamento di alcuni vetri che sono precipitati rovinosamente nella navata, in corrispondenza dell’altare e del simulacro con le spoglie mortali di san Camillo.Secondo una certa consuetudine – iniziata con successo durante i recenti appuntamenti del IV Centenario della morte del Fondatore – il sabato sera e la domenica sera, la chiesa resta aperta al pubblico dei fedeli o semplicemente dei turisti, fino a mezzanotte, più o meno! Un’iniziativa che ha riscosso un grande apprezzamento e che ha permesso ai religiosi permanentemente presenti in chiesa, non solo di vigilare nella custodia, ma anche di incontrare le persone, di segnalare la bella sacrestia e spesso anche di accompagnare alcuni dei più interessati a visitare il Cubiculum e il Museo camilliano.
Oltre allo shock per quanto accaduto nel contenuto (danno violento ed ingiustificato ad una chiesa) e nella forma (possibilità più che realistica di danni gravi alle persone e ai religiosi presenti in chiesa) rimane un buona dose di amarezza, nonostante la Provvidenza abbia garantito l’incolumità di tutti.
Tale amarezza, acuita anche dall’approssimarsi della festa del Natale di Gesù, si è spesso manifestata non nella ricerca dei responsabili del gesto – che non ci compete – ma in una domanda più profonda che vorrebbe anche suggerire una riflessione di “civiltà” o più semplicemente di maggiore senso civico o di “buon senso”: perché?
Perché passeggiare di notte sul tetto di una chiesa e sfondarne le vetrate? Ma anche: Perché addossare quotidianamente – con il favore delle tenebre – impunemente cumuli di mondizia alla porta della chiesa e dover poi inseguire con la scopa le pantegane o disinfettare al mattino con la candeggina i gradini d’ingresso dove di notte … (lasciamo alla vostra immaginazione)?
Perché trasformare la pittoresca piazzetta della Maddalena in un parking selvaggio o un suk degno di Marrakesh, a tutte le ore, al punto da dover chiedere “permesso” ai furgoncini per poter accedere agli scalini d’ingresso, scavalcando con tutta l’agilità di cui si è dotati l’oggettistica contraffatta in mostra sui sanpietrini?
Perché si passeggia in chiesa – a volte con una liturgia evidentemente in corso! – degustando un ottimo trancio di pizza grondante ottimo sugo “romano” sul pavimento o lasciare la coppetta dello squisito gelato del “Giolitti” dentro uno dei sei confessionali?
MADD. 3
Acquasantiera
La litania dei perché potrebbe continuare a lungo …
Certo: i perché sopraelencati sono densi di responsabilità e gravidi di conseguenze molto diverse fra di loro! Alcuni coinvolgono dei giovani – molto giovani! – altri invece hanno come protagonisti uomini adulti, signore attempate – che potrebbero essere tranquillamente i genitori o i nonni dei primi – alcuni anche con vestiti piuttosto eleganti e dai modi “raffinati”, soprattutto quando strabuzzano gli occhi mentre fai loro notare il comportamento degno di Attila e delle sue orde barbariche!!
I danni alla Maddalena si stanno risolvendo per il meglio: le forze dell’Ordine hanno eseguito i loro rilievi; il FEC (Fondo Edifici di Culto – Ministero degli Interni) in qualità di legittimo proprietario dell’Immobile ha segnalato la sua presenza; il Ministero dei Beni Culturali ha dimostrato celerità e competenza nella stima dei danni e nell’individuazione delle procedure per ripararli; il Vicariato di Roma attraverso alcuni suoi esponenti ha manifestato solidarietà, incoraggiamento e considerazione per la nostra attività pastorale svolta alla Maddalena.
I danni si risolvono nei tempi e nei modi individuati dalle diverse e legittime competenze.
A noi – abitanti soprattutto nell’affascinante Roma del Centro storico – resta un compito ben più impegnativo: un sussulto di sano orgoglio per la bellezza della città; di indignazione rabbiosa per i quotidiani e impuniti sfregi a cui è sottoposta e soprattutto rispondere coscienziosamente e porre responsabilmente rimedio ai diversi perché?
Solo così potremo dire di essere educatori dei nostri giovani! Altrimenti “passata la festa, gabbato lo santo”; santa Maria Maddalena compresa!!!

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