5 dicembre 2014

Georgia - Tbilisi Verso i più poveri amati con il cuore per primi

Vivere per amare …e amare è andare verso! Madre Zelia inizia il suo servizio scegliendo di andare verso i più bisognosi di un piccolissimo paese di circa 4 milioni di abitanti a cavallo tra l’Europa e l’Asia. 
L’articolato percorso storico della gente contessa dai bizantini, persiani ed infine dagli arabi fino all’invasione mongola, e all’annessione nel 1801 ai territori russi, ha creato un intricato reticolo di diffidenze e disinteresse.   

I cattolici in Georgia sono ancora visti come stranieri, gente che ha solo voglia di fare proselitismo. I bocconi amari che le comunità cattoliche devono mandar giù ancora tanti e gli spazi di incontro con vescovi e preti ortodossi sempre più ridotti.
Con la limpidezza del suo essere semplice Madre Zelia guidata dalla Superiora Sr Ancy Thekkepulimthanath, si inserisce in questo delicato reticolo con la carezza del suo sorriso ed i linguaggio dei gesti. Gesti di servizio, espressioni del volto che rivelano la sua commozione per tanta sofferenza che vorrebbe alleviare in ogni modo.

La laboriosità e la fatica dei Padri e delle Suore l’hanno profondamente colpita. “Sono così tanti gli anziani che si trovano in situazioni di grande bisogno – ci spiegava al suo ritorno, con il cuore ancora là – che le  sorelle, sebbene aiutate da un generoso gruppo di volontari, appena riescono ad andargli a trovare una volta alla settimana. È una missione bellissima! Cosa non farebbe oggi S. Camillo? È un mare, dove solo si può navigare con la barca della pura, disinteressata e generosa carità! Penso che è il “kairos” della vita consacrato oggi, – afferma convinta la Madre – aver ricevuto la grazia di poter andare là dove i “grandi” non riescono ad andare.” Accanto alle sorelle, anche i padri e tante persone di buona volontà, vengono in soccorso ai tanti casi di povertà e di emarginazione che sono ancora presenti in un paese che sta uscendo faticosamente delle rovine dell’impero che l’ha devastato. 
È grazie a questi uomini e donne che possiamo ancora credere che il Vangelo di Gesù cammina per le strade del Caucaso. 
 La gioia di stare in mezzo ai fratelli più amati.
L’incontro con i confratelli camilliani


Prendendosi cura dei fratelli più bisognosi, andando nelle loro case, il cuore della nostra Madre è stato profondamente toccato dal desiderio di donarsi e dalla gioia del tanto che riceveva da queste persone straordinarie.
I fratelli diversamente abili, accolti nel centro camilliano 
esprimono con la danza la loro accoglienza, tratto che distingue il popolo georgiano.
La comunità delle Figlie di San Camillo, offre il suo servizio anche nel Poliambulatorio “Redemptor Hominis”, voluto da Giovanni Paolo II, per assistere i più bisognosi.

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