26 settembre 2016

Grottaferrata. Festa del Beato Luigi Tezza. Celebrazione Eucaristica presieduta da padre Patrizio e il padre predicatore degli Esercizi don Tarcisio.

Il Beato Luigi Tezza si è lasciato formare dallo Spirito. “Io ho scelto voi, perché andiate e portiate frutto” Gesù ha scelto il Beato Luigi Tezza, lo ha costituito apostolo e lo ha inviato perché portasse frutto, specialmente nella Congregazione da Lui fondata.
La celebrazione è partita dal piazzale davanti alla chiesa, dove in processione la Consigliera generale Sr. Sabine insieme a Sr. Ines (economa generale) hanno portato la reliquia del Beato e una candela fino all'altare.
 
Dobbiamo volerci bene!
Padre Tezza è stato un formatore che ha formato se stesso al valore dell’amore. Dell’amore a Dio, dell’amore agli altri e anche a dimenticare se stesso. Padre #Tezza aveva una grande umanità, un uomo libero, della libertà dell’amore, e il Padre #Tezza formava le suore ad avere un cuore umano, ad essere persone che sapevano dare un bicchiere d’acqua con tenerezza, con la bontà, con il cuore; questa tenerezza del beato Luigi Tezza precede la missionarietà del Papa Francesco, quest’attenzione agli ammalati che è stata trasmessa alle figlie.
 
Il Dottore Ugo Apierto - pronipote del Beato Luigi tezza - 
e la sua moglie hanno partecipato alla nostra festa
 
Il silenzio è la forza della verità, il silenzio è la forza dell’amore. Il Padre Tezza ha saputo vivere il momento della prova come una sofferenza che nell'amore si apre alla gioia e alla speranza.

Festa del Beato Tezza nella Cappellania Ospedale San Giovanni in Laterano

Celebrazione Eucaristica presieduta da padre Germano, camilliano cappellano dell'ospedale e animata da una piccola rappresentanza della Scuola Infermieri "Beato Luigi Tezza" di Roma e dalle Figlie di San Camillo.
Foto: gentilezza del Dottore Ugo Apierto  pronipote del Beato Luigi Tezza
                                            Sr. Filomena Rettora della Scuola                      Dottore Hugo Apierto
Il Dott. Apierto (destra) accanto la sua moglie, il gruppo delle sorelle e 
gli studenti, padre Germano e il diacono Antonio

Festa del Beato Luigi Tezza: giorno della sua nascita al Cielo

Preghiamo perchè i Ministri degli Infermi, le Figlie di San Camillo, e tutta la famiglia camilliana, siano portatori di gioia e speranza in ogni persona povera e ammalata che incontrano, sull'esempio del Beato Luigi Tezza, sentendo accanto loro la sua intercessione e la sua benedizione.

O Dio, che nel Beato Luigi, sacerdote, hai dato alla tua Chiesa un modello di carità operosa verso i malati, concedi a noi, per sua intercessione, di impegnarci nelle opere di misericordia, per crescere nell'amore verso di te e verso il prossimo.

25 settembre 2016

Padre Leocir superiore generale dei padri camilliani visita la comunità di Sant'Alfio.

Si è conclusa  la visita pastorale del superiore generale dei camilliani P. Leo Pessini alla comunità di Acireale Mangano.
La conclusione ha visto riuniti tutti i membri della grande famiglia di San Camillo presente ad Acireale. 
Non poteva mancare, un saluto veloce alla comunità delle figlie di San Camillo di Sant'Alfio.
 

Ultimo giorno della Novena al Beato Padre Luigi Tezza

"[...] Mando  per tutte e per ciascuna di tutte le case, i miei saluti con mille aff.me paterne benedizioni, perchè proseguiate ad essere come vi voglio, sante e vere Figlie di San Camillo, sempre più unite fra di voi in santa carità e sempre più ardenti nell'amore di Dio e nell'esercizio del nostro santo istituto [...]"
Lettera 71

24 settembre 2016

Trento: domenica 25 settembre Giubileo dei Malati ...


Domenica 25 settembre, l’Arcidiocesi di Trento celebrerà il Giubileo dei Malati, dei sofferenti e delle associazioni cristiane che si dedicano al loro servizio, presso il Duomo di Trento.
In occasione di questo evento giubilare si potrà venerare la Reliquia del cuore di San Camillo.


http://www.camilliani.org/wp-content/uploads/2016/09/Giubileo-ammalati-TRENTO-2016.pdf

«C'era un uomo ricco...» Commento al Vangelo del 25 settembre 2016, XXVI domenica del T.O

«Tu, uomo, di Dio, evita queste cose: tendi invece alla giustizia, alla pietà, alla fede, alla carità, alla pazienza, alla mitezza. Combatti la buona battaglia, cerca di raggiungere la vita eterna alla quale sei stato chiamato». Parole esortative quelle di Paolo rivolte a Timoteo, e che oggi sentiamo rivolte a ciascuno di noi. Parole che ben riassumono la liturgia dell’odierna domenica. Il discorso di Gesù con la parabola del ricco Epulone e del povero Lazzaro mendicante alle porte del ricco egoista mira a puntare lo sguardo del cuore vero l’alto, vero l’eternità. Non si può, come fa il "povero ricco" Epulone, concentrare l’attenzione verso le cose meramente terrene mentre si è al crepuscolo della vita. Le ricchezze di questo mondo non generano se non tormenti, egoismo, indifferenza, ingiustizia. 
Il contrario di una vita ripiegata su se stessa, di un’esistenza tesa ad accaparrare in modo ingiusto i beni della terra, di una vita spesa soltanto all'idolatria di beni effimeri e corruttibili, consumata a conteggiare soltanto soldi sporchi e grondanti di sangue innocente, tarlata dal tarme dell’indifferenza e del sopruso è un’esistenza ripiena di amore generoso, una vita fatta di pietà, cioè di partecipazione attiva ai bisogni del prossimo, è una vita vissuta tutta nella giustizia e nell'equità, nell'accoglienza e nella condivisione, nella sobrietà e nella mitezza. 
Nella pagina lucana proposta per questa domenica del tempo ordinario possiamo notare una sottigliezza di non poco conto. Mentre del ricco Epulone non viene fatto nome, del povero noi sappiamo che si chiama Lazzaro. Cosa vuol dire questo? L’indifferenza, l’egoismo, l’idolatria fanno perdere l’identità di un uomo, lo deturpano della sua dignità, lo rendono anonimo. Sì, perché per il ricco tutto ha un nome, tranne che lui e il prossimo; chiama per nome solo i suoi averi, mentre le persone e se stesso perdono l’identità. Il povero Lazzaro viene citato per nome. Un povero non possiede nulla se non se stesso, la sua dignità, il suo cuore libero, la sua vita preziosa e incondizionata da ogni cosa, gli altri magari a cui rivolgersi per un sostegno. Un povero è ricco della sua dignità e per questo conosce bene il suo nome, la sua identità senza confonderla con le cose passeggere di questo mondo. Conosce bene il prossimo a cui tendere la mano per chiedere aiuto nel suo bisogno. 
Il richiamo oggi vale per ciascuno di noi. Non serve annientare la propria esistenza con l’inganno della ricchezza di un momento. Siamo chiamati a volgere lo sguardo verso l’alto mentre guardiamo verso il prossimo. È il prossimo a me il tramite per raggiungere l’eternità. È la carità la corda a cui legare la mia vita per essere tirato su. È la condivisione e la comunione il sentiero da attraversare nella mia vita per vivere la vita eterna. È la giustizia verso i poveri la strada più veloce per raggiungere l’obiettivo dell’eternità. 
Carità, comunione, condivisione, pazienza, perdono, giustizia, pietà, mitezza fanno di un cristiano un povero nello spirito. Quella povertà necessaria per vivere nel cuore ricco di misericordia di Dio. Il resto ci distrae, ci fa vivere nei tormenti, ci rattrista, ci rende schiavi, ci rende terribilmente indifferenti, ci rende miseramente curvi nello spirito, ci isola dagli altri. Mi piace concludere riportando le parole di una lettera di Chiara d’Assisi, la quale parlava di povertà beata. Quelle dolci e sonore parole oggi sono per ciascuno di noi. La parola a Chiara, che ha fatto della povertà un caposaldo, un inno di lode della sua esistenza e di quella della sua famiglia religiosa: 
«O povertà beata! A chi t’ama e t’abbraccia procuri ricchezze eterne. O povertà santa! A quanti ti possiedono e desiderano Dio promette il regno dei cieli, ed offre in modo infallibile eterna gloria e vita beata. O povertà pia! Te il Signore Gesù Cristo, in cui potere erano e sono il cielo e la terra, giacché bastò un cenno della sua parola e tutte le cose create, si degnò di abbracciare a preferenza di ogni altra cosa». 

Padre Onofrio Antonio Farinola
Sacerdote capuccino

Festa del Beato Luigi Tezza. Cappellania Ospedaliera San Giovanni - Addolorata. Santa Messa animata dagli allievi della scuola di Infermieri "Padre Luigi Tezza" di Roma


Sesto e Settimo giorno della Novena al Beato Padre Luigi Tezza

24  settembre
"[...]Riguardati sempre come un semplice strumento 
in mano al Signore; 
lasciati adoperare con santa indifferenza e colla massima docilità, persuasa che sei niente e che sei tutto in lui e con lui che ti adopera. [...]" 
Lettera 19 13/09/ 1895
23  settembre
"[...] Abbiamo tanto bisogno che il Signore stia con noi! Il solo mezzo di legarcelo è quello di mantenerci nel fervore della carità. Vogliatevi bene, sopportatevi e aiutatevi con reciproco affetto [...]"
Lettera 16  - 04/ 1895

Chiediamo scusa per il ritardo!