30 agosto 2016

Si terranno oggi alle 18 ad Amatrice i funerali delle vittime del terremoto che ha devastato la cittadina e il centro Italia il 24 agosto.

Due immagini simboli
È la Madonnina di Cornelio Vecchio, la Chiesa è crollata ma lei è rimasta illesa; e nella Frazione di Amatrice hanno preparato un altare per l'Adorazione sulle macerie.

29 agosto 2016

Colombia: La Madre e la Superiora Sr. Rosanna sono arrivate a Medellin, prima nazione della visita canonica in America Latina....

Argentina: Santiago del Estero. Beatificazione di Mama Antula, apostola degli esercizi spirituali

Oggi a Santiago del Estero [Nb 27 agosto], in Argentina, viene beatificata Maria Antonia de San José, nota anche come “Mama Antula”, una laica consacrata vissuta nel 1700, fondatrice della Casa di Esercizi di Buenos Aires. Dopo l’espulsione dei Gesuiti dal Paese girò di città in città nelle regioni povere del nord-est argentino promuovendo gli esercizi spirituali secondo lo spirito ignaziano, confidando unicamente nella Provvidenza. In soli 8 anni riesce a offrire gli esercizi spirituali per 70.000 persone. Ma ascoltiamo il cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, che presiede il rito in rappresentanza del Papa. L’intervista è di Paolo Ondarza:
R. – Maria Antonia de Paz y Figueroa, conosciuta popolarmente come Mama Antula, nacque a Santiago del Estero, in Argentina, nel 1730. A quindici anni veste l’abito di Beata Gesuita ed emette i voti privati, prendendo il nome di María Antonia di San José. Si dedica alla preghiera, alla penitenza e all’apostolato, insegnando il catechismo ai bambini e distribuendo le elemosine ai poveri.

D. – Cosa la spinse a diventare l’apostola degli Esercizi Spirituali?
R. – Nel 1767, dopo l’espulsione dei gesuiti dall’Argentina e da tutta l'America Latina, avvenne la svolta decisiva della sua vita. La Beata si sentì ispirata a diventare l’apostola degli esercizi spirituali, prima a Santiago del Estero e dintorni e poi a Buenos Aires, dove aprì la prima casa di esercizi nel 1780. L’affluenza dei fedeli fu subito straordinaria. Nel 1781, ad esempio, seguirono gli esercizi il Viceré del Perù, Don Manuel Guirior, e la sua sposa. Nel 1785 fondò a Buenos Aires il Beaterio destinato a dare continuità alla sua opera. Nel settembre 1785 Papa Pio VI emana il Rescritto Pontificio che concedeva l’indulgenza plenaria a tutti coloro che facevano gli esercizi spirituali. Intanto le sue lettere tradotte in italiano, francese e latino vengono conosciute e diffuse in tutta Europa a edificazione di religiosi e laici. Nel 1791 Maria Antonia estese il suo apostolato in Uruguay con gli stessi sorprendenti risultati di affluenza numerosa oltre ogni immaginazione. Sfinita dalla fatica e gravemente inferma, la Beata muore a Buenos Aires il 7 marzo 1799 a 69 anni d’età.
D. – Quale fu il metodo di questa autentica missionaria del Vangelo?
R. – Il metodo di questa pellegrina del bene era semplice ed efficace. Giunta in una città, chiedeva ai superiori ecclesiastici la licenza per organizzare corsi di esercizi. Cercava poi un ambiente capace, dove le persone potessero essere ospitate con vitto e alloggio, senza altra preoccupazione che la cura della propria anima. I testimoni sono concordi nel dire: «Niente manca agli esercitanti; hanno frutta a colazione e tre piatti a mezzogiorno, con mate di erba paraguaiana con zucchero». Invitava poi sacerdoti sapienti ed esemplari — in genere Mercedari e Domenicani, ma anche diocesani — a predicare e a infervorare i fedeli alla vita buona del Vangelo. Nei suoi numerosi viaggi la nostra Beata si spostava di città in città, chiedeva elemosine per mantenere gratuitamente gli esercitandi, confidando unicamente nella Divina Provvidenza. In tal modo il rinnovamento spirituale da lei promosso si estese da Santiago del Estero a Jujuy, Salta, Tucumán, Catamarca, La Rioja, fino a Córdoba. A Córdoba, ad esempio, all’inizio del 1778, in tre mesi e mezzo parteciparono agli esercizi, dando ottimi frutti, circa 3.000 persone, uomini e donne, giunte anche da parrocchie lontane.

D. – Cosa può dirci della sua vita virtuosa?
R. – Alla base di questo instancabile apostolato c’è una vita interiore, nutrita di grande fede in Dio e nella sua provvidenza. Maria Antonia era una innamorata di Gesù Cristo e amava profondamente l’Eucaristia. Nutriva una speciale devozione per il Bambino Gesù, il Manuelito, come lo chiamava affettuosamente. Alla provvidenza del Bambino Gesù si affidava quando aveva bisogno di legna, di generi alimentari, di denaro. Esortava i suoi collaboratori a non preoccuparsi perché a tutto avrebbe provveduto il caro Manuelito. A lui attribuiva anche la riforma dei costumi e le molte conversioni. Sembrava che in lei rivivesse lo spirito di Sant’Ignazio di Loyola. Ancora oggi sono molti coloro che la ritengono una donna forte che, sotto lo stendardo del Loyola, ha assicurato a Cristo gran parte dell’America Meridionale.

 D. – Un’altra Beata che può essere di ispirazione per i fedeli…
R. – Si. L’ammirazione della sua figura diventi imitazione delle sue virtù e del suo apostolato e soprattutto ravvivi la pratica degli esercizi spirituali, come indispensabile medicina di buona salute spirituale e di gioioso slancio apostolico dei laici, dei consacrati, dei sacerdoti.
Entrevista a la hermana Zulema Zayas, Superiora General de las Hijas del Divino Salvador, congregación creada en 1878 por las continuadoras de la obra de María Antonia. Clicca sobre el link
Sitos de Interes:
http://www.news.va/es/news/mons-vicente-bolakic-mama-antula-una-figura-protot
http://beatificacionmamaantula.org/descarga-la-novena-en-honor-a-mama-antula/

Ultimo capítulo Pubblicato il 26 ago 2016

I giovani ai piedi della Salus Infirmorum pregano per i terremotati.

L'incontro dei giovani nella Chiesa della Maddalena, era stato progettato per ringraziare alla Madonna Salus Infirmorum per la GMG, però ante il successo del terremoto accaduto la settimana scorsa i giovani si sono radunati per pregare per le vittime e i sopravvissuti, un bel momento di preghiera con tanti giovani presenti; anche tanti si sono avvicinato al sacramento della Riconciliazione guidati da padre Mario M.I. durante tutta la sera.
Anche hanno fatto una raccolta di giochi per i bambini dei terremotati.
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Perú: Inauguración del Museo en la casa donde habitó nuestro padre fundador Beato Luis Tezza.

El día 17 de Agosto; las Hijas de San Camilo se reunieron para participar con alegría y devoción en la Santa Misa de Acción de Gracias por la inauguración del museo en la casa donde habitó el Beato Fundador el Padre Luis Tezza y la re estructuración de la Capilla.
La Santa Misa fue presidida por el Reverendo Padre: Superior General de los M.I, y concelebrada por el Reverendo Padre: Enrique, viceprovincial de Perú.
“Estamos en esta bellísima casa histórica donde nuestro Santo Padre Tezza vivió el Evangelio de la Caridad”: dijo en su homilía el Padre general, y prosiguió diciendo que los Santos nunca pierden la actualidad son profetas y sirven a aquellos que nunca son servidos.
El Padre Tezza está en el corazón de las queridas hermanas y en el corazón de nosotros sus hermanos; sus ejemplos y observaciones , su don de profecía que habla del amor de Dios en el área de la vida humana ya olvidada. A mi gusta una frase del Santo Padre Francisco “nosotros tenemos una gran historia no solo para ser recordada, sino que con la asistencia del Espíritu Santo una gran historia para construir.
Mirar el pasado no es para juzgar si no para agradecer; vivir el presente con Pasión y servir con Compasión Samaritana, vivir el futuro con esperanza .
La Familia Camiliana somos pioneros de la caridad con el enfermo.
Concluyó exhortando a las Hijas de Can Camilo:¡Sigan llevando el legado del Padre Tezza a todos los enfermos!